Prefazione
Sicilesi e amanti tutti della cultura e della
Storia, leggete queste pagine piene di notizie
del nostro paesello natio...
Le notizie scritte su queste pagine sono
state tratte da: "
Piccola Storia di Sicilì" scritto dal Sig.
Giuseppe Cioffi che li ha ricavate da documenti Ufficiali
i quali si mantengono conservati e parte
dai nostri antipassati.
Sicilì
Le notizie che si hanno di questo sperduto
paese della
Provincia di Salerno, situato nel basso Cilento non precisano
la data della sua fondazione, unica notizia
sicura che si ha sta iscritta sulla campana
della
Chiesa madre SS. Annunziata: A.D. 1521.
Gente che hanno letto libri scritti
in latino
di scrittori Lucani ci hanno
tramandato che
i primi abitanti furono siciliani.
Un giorno, passando per queste zone un Signore
benestante della Sicilia con vari animali:
bovini e caprini, trovando la contrada molto
bene adatta per pascolo, bagnata dal
Fiume Bussento, vi lasciò gli animali suddetti;
se ne andò a Scario, imbarcandosi
su una nave diretta in Sicilia.
Li arrivato, fu consigliato di
mandare sul
posto alcune famiglie per vigilare;
averne
cura di questi animali e così
fu fatto
pertanto; sicuramente questa
gente diede
il nome al paese di Sicilì.
Quanti sacrifici dovettero affrontare questi
primi abitanti di Sicilì, quante lacrime
avranno versato su queste vallate e colline,
quanta tristezza simile alla tristezza oceanica,
senza nessun conforto, tutto da fare;
avendo per incoraggiamento e consolazione
solamente la grandiosità dei campi
da pascolo per gli animali ed il mormorio
dello scroscio delle acque del fiume Bussento.
Però questo popolo siculo, con un
paziente e costante lavoro, creò,
incentivò la pastorizia, l´agricoltura,
aumentando le famiglie, formando un buon
numero di abitanti che mandavano i figli
a studiare a
Policastro, dei quali ne uscirono molti uomini illustri.
Alcuni di questi:
dal 1596 al 1598 fu Vicario Generale Bartolomeo
Ficani,
dal 1747 al 1780 fu Vescovo di
Antinopoli
Don Carmelo Cioffi,
dal 1780 al 1782 fu economo Don
Stefano Scapolatempore,
dal 1892 al 1912 fu Professore di Filosofia
e Lettere il Canonico Don Nicola Vassalli
e, non solo sul campo ecclesiastico ma anche
su quello civile, crearono, educarono una
gioventù veramente degna della razza
sicula;
lavoratori attaccati al suolo natio, amore
alla libertà e correttezze;
di tanti basta citarne uno: Don
Antonio Cioffi,
benestante.
Il Signore Don Antonio Cioffi doveva essere
un uomo d´ideali di libertà,
legato ai Buonapartisti, ai rivoluzionari
francesi, varie famiglie in Sicilì
erano contro il
Governo Borbonico.
Che Don Antonio Cioffi fosse legato ai rivoluzionari
francesi ce lo fa capire una lettera scritta
a Sicilì in data 12.XI.1967 dal Prof.
Umberto Caldora dell´
Università di Napoli ed ivi residente, il quale chiedeva notizie
sulla personalità del Signore Don
Antonio Cioffi, perchè aveva letto
un libro francese dove si diceva che
Victor Hugo insieme con altri uomini illustri di Francia
era stato a Sicilì e fu ospite di
Don Antonio Cioffi (chi lo sà, forse
in queste zone Victor Hugo trasse ispirazioni
di scrivere i Miserabili). Si dice inoltre
che il padre di Victor Hugo fu Capo della
Polizia in questa zona e il brigante fradiavolo
si prendeva sempre gioco di lui.
Continuando su date storiche di Sicilì
si ha:
nel 1537 col R.Assenso fu fatta la vendita
di Sicilì dal Barone Pietro Comide
alla famiglia De Stefano;
Nel 1565 l´Università di Sicilì
comprò dal feudatario Signor Scipione
Rocco una zona di terra, che sarà
stata i Terroni e questa Università
dopo cinque anni, nel 1570 la lo vende al
Signore Pietro De Stefano per 11.500 ducati
(ogni ducato valeva lire 4,50) e sotto la
Baronia della famiglia De Stefano il popolo
viveva discretamente, c´erano famiglie
povere e di tanto in tanto andavano a chiedere
qualcosa al
Palazzo Baronale;
c´erano dame che davano qualcosa ma
vi erano di quelle che dicevano: "
le murtelle (murta) sono cariche".
Non è stato possibile però
trovare qualche scritto che comprovasse queste
notizie;
esse sono state trasmesse dai nostri antenati,
sicuramente è leggenda.
Nel 1695 questo laborioso popolo di Sicilì
soffrì un grande dolore:
fu attaccato da una peste orribile.
Ma pur dinanzi ad una disgrazia così
orribile il restante della popolazione che
si salvò dalla peste si mantenne ferma
sul posto, non si allontanò e con
il passar degli anni rifece il paese con
una buona popolazione, fu organizzata l´amministrazione
dell´
Università di Sicilì, si crearono i monti PII, gli amministratori
sempre interessati per il bene del popolo,
buona armonia con
Morigerati che era amministrata pure dal
Consiglio di Sicilì...
(Continua)